La Casina Vanvitelliana.

La dominazione dei Borbone del “Regno delle Due Sicilie” a Napoli e in tutto il meridione, ha lasciato, come è lecito aspettarsi il segno anche sui Campi Flegrei.

Uno degli edifici più caratteristici e che più hanno fatto sognare i flegrei e i passanti per questa terra è senza dubbio la “Casina Vanvitelliana”.

Situata al centro del Lago Fusaro a Bacoli. La preziosa struttura fu edificata nel 1782 come casino reale di caccia, da Gianluigi Vanvitelli, sotto decisione dell’allora Re Ferdinando V di Borbone. Quando la zona era completamente disabitata ed adibita proprio a terreno di caccia. Nel corso degli anni la “Casina” perse il suo ruolo per diventare, dimora per gli ospiti d’onore. Qui vi hanno soggiornato nel corso dei secoli personaggi di spessore. Tra i quali musicisti come Amadeus Mozart e Gioacchino Rossini, fino all’ex Presidente della Repubblica, Luigi Enaudi.

Oggi la “Casina” è il simbolo della città di Bacoli, con i locali che amano trascorrere il loro tempo nel “Parco Borbonico” posto sulle sponde del lago Fusaro proprio d’innanzi la prestigiosa struttura.  Ha un caratteristico ponte in legno che l’unisce alla terra ferma come in una metaforica isola. Gli interni sono in pieno stile dell’epoca ed oggi è luogo per prestigiosi incontri istituzionali o anche usata come sala delle cerimonie del Comune di Bacoli.

LA CURIOSITA’ – La particolare struttura ha fatto si che nei Campi Flegrei si diffondesse la convinzione che il prezioso sito borbonico fosse stata la “Casa della Fata Turchina” nello sceneggiato televisivo “Le Avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini. In realtà il fortunato lavoro sulla favola scritta da Collodi, fu girato in una strutture simile nel Lazio, più precisamente sul Lago di Martignano. Ma comunque nel corso degli anni la “Casina Vanvitelliana” è stata presente nel cinema italiano come nel film Ferdinando e Carolina, di Lina Wertmüller, nonché in Luca il contrabbandiere d Lucio Fulci. Più recentemente invece è stata set del film con Maria Grazia Cucinotta “L’Imbroglio nel lenzuolo”.